martedì 1 luglio 2008
lunedì 30 giugno 2008
(Manifesto folle_mente poetico)
di Iene Leo
A seguire il mio manifesto poetico (ovvero se debbo scegliere qualcuno o qualcosa cui incatenare le mie intenzioni a vita, scelgo la catena più forte, la più spinosa, la più ingiuriosa, tremenda, spiazzante, ma meravigliosamente pulita. Scelgo la Poesia)
Ipotesi a latere
Se bevessi solo lo zucchero un giorno
e lasciassi scolare lento lento
questo nero di caffè che mordicchia le caviglie,
forse la scoprirei l'importanza dei miei pensieri folli.
Cani storditi dal sole e dall'ombra di agosto, che ti inganna
gli occhi, spillandoli ad uno ad uno sulla calce viva e morta,
della storia disegnata nella periferia del centro.
Un cucchiaino sulle labbra, chè la lingua batte
dove il dente vuole, e nel dentro della pelle
l'uomo del tg che ti detta la regola preposta.
Ormai lo vendono il pane, agli affamati,
o l'acqua agli assettati (per carenza di altruismo, scaduto
sullo scaffale là in alto).
Ma la tramontana ansimante in faccia al litorale stravaccato,
e l'occhio che rotola sulle sponde dei fianchi dell'Amore,
e la fiamma dannata di sfida del debole di vita...
no, non questo è in vendita.
(Uno lo scelse di venire al mondo, libero,
strappandosi scarpe e violini, si dice in giro si mangiarano
la sua fede, buona, con il latte a colazione, per presunzione.)
Ma per ipotesi a latere,
se però catena debba essere, sia la migliore, di scelta ottima, di constatazione amichevole,
di storia reale, amara di sale, concreta di sangue, dolce di sole, imbevuta di vita.
Se catena debba essere, sia Poesia.
venerdì 25 aprile 2008
domenica 13 aprile 2008
domenica 6 aprile 2008
giovedì 13 marzo 2008
La danza, la timidezza e il corpo!

Qualcuno mi chiede la danza libera dalla timidezza?
Non lo so!
E' bello un danzatore timido!
Un danzatore che ha pudore.
Siamo abituati a percepire i danzatori come virtuosi.
Quelli ci piacciono!
A quelli ci abituano trasmissioni tipo "Amici".
Mostri di virtuosismo con un espressività preconfezionata,
poco sincera, tutta spalmata sull'apparire, sul mostrarsi, su un corpo mai "normale".
Su quel mai "normale" bisogna riflettere. Si parla del mondo della moda come di una ambito
di crisi: anoressia, bulimia, problemi depressivi e di stabilità psichica.
Ma anche il mondo della danza non è estraneo alle problematiche.
C'è un educare alla danza che si basa su valori falsi e sbagliati, anche ormai desueti!!! Il modello della danza classica è un modello ormai antiquato e antiquato è il corpo che si persegue.
Le danzatrici più belle e brave che ho incontrato facevanbo parte di una compagni di donne molto variegata, ricca di corpi pesanti e leggeri. I chili non erano un problema.
C'era molta voglia di stare insieme senza competere,
di giocare la scena e di far divertire e star bene il pubblico...
Li si che la timidezza era stata vinta!
Sui letti nascosti...

C’era qualcuno dietro le persiane verdi?
Punte di coda di corridoi
con odori di legni, ai lati altre stanze di ombre, di frescure
mi viene di fare l’amore dietro a zanzariere di pomeriggio
oh mi viene, a pancia sotto
sentire all’ombelico le lenzuola
E sulle guance strofinarmi un odore disteso, che nessuno vede
all’orecchio il meccanismo onirico di molle.
Oh che mi viene, zitto zitto di siesta, allora son viva (!)
Una cosa così, me la faccio la felicità
una cosa ragazzina, nascondina
una cosa di gioco, di ammattire a un tratto.
Lungo cammino di altri luoghi, un giorno indietro, incalcolabile ormai
Ormai
ormai
ormai,
mai ormai, che detestavi “or-mai”
lo detesto! Lo detesto! Tu dicevi
tu, tu, tu, tu, che non hai gia tratto, un colorito ancora
una pittura di pelle, e un..calore, ancora sei, un poco vago
come ombra e frescura e zanzara, come molla cricchiante all’orecchio.
torna a ogni ora la cicala e la vecchina nera
girotondo di vecchina nera calma e quieta mi passa
sulla pancia per sparire nel piccolo bosco di mirto rosa
Dove io ho trovato il nascondiglio del coniglio
e dove lo chiamo di tanto in tanto
coniglio razzo più di fulmine in cielo
più del bacio paventato, del trambusto dell’amorino nato
Del graffio di corsa alla caviglia
quando si vola sul grano
e si ride
e si suda
ti avessi avuto e incantato così come si gioca…
La sera mi sopravvive.
Geometrica nella sua nebbiolina
nel suo richiamo cadenzato, di ninnaò ninnaò e gatti
rasenti il tufo e le soglie scure
funambolate tra un crocicchio e l’altro che è sempre strada.





