giovedì 17 luglio 2008
mercoledì 2 luglio 2008
dal laboratorio di scrittura!
Grazie!?
Dopo otto anni di lavoro nei laboratori creativi del Centro per
Grazie Nichi! Veramente!
Da parte mia sono cresciuto in questi anni, ho sanato il mio mal d’animo accogliendo quello di tante e di tanti, un’idea di confronto alla pari sul fronte della malattia coi suoi trabocchetti, le illusioni e le scoperte di un possibile guarire. Ne sono nate scritture, libri, atti scenici, allestimenti, feste... una fiducia nella vita che s'era accartocciata come foglia secca... persa da un vento senza direzione!
Questo è stato!
Nichi un giorno ci ha detto: "perchè dovrei cominciare da voi?"
Già, da "altri" ha sicuramente incominciato nel sistemarli nei posti chiave, o forse non se n'è accorto?
Vabbè! Ci ingoiamo i nomi!
Ci saremmo aspettati da questo governo regionale una diversa considerazione ed un potenziamento di questi “dispositivi” di ascolto e di argine del disagio esistenziale.
Così non è stato, ne prendo, ne prendiamo atto!
Grazie!? Di cuore, ci è tutto più chiaro, adesso! Noi a loro, ma...
Grazie?
Veramente, neanche un grazie è stato proferito (per il lavoro sinora svolto) da chi, il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Lecce, come Ponzio Pilato, con manovra distaccata e tecnica (come se la cosa non riguardasse i servizi ed i pazienti a cui sovraintende) ha comunicato, ai responsabili e ai direttori dei Centri di Salute Mentale della Asl di Lecce la fine del contratto che legava 30 operatori della riabilitazione alla sanità pubblica.
Dunque: fine dell’epoca dei centri diurni!
Si deduce che la pittura, la scrittura, il teatro, la poesia, il giardinaggio, la grafica, il giornalismo, la cartapesta, la cucina, la vela, siano cazzate!
Cose non utili ai pazienti e al tempo della cura.
La sanità pubblica ne può fare a meno. E i pazienti se ne stiano a casa, magari gli aumentiamo i farmaci per compensarli, tanto... che se ne frega della loro possibilità di pensarsi attivi, diversi, nelle relazioni...
Bisogna risparmiare…
E già, hai voglia a parlare di “epoca delle passioni tristi”… di nuove patologie e di nuove manifestazioni del disagio psichico ed esistenziale. Della necessità di costruire, con la cultura argini capaci di contenere le derive del vuoto contemporaneo… Solo e soltanto parole!
Grazie Nichi! Veramente non ce lo saremmo aspettato!
Anzi no, c'è stato il cambio di direttore generale così quello di Lecce è stato mandato a Brindisi, tanto per mischiare le carte e tutto è andato in malora, in istruttorie da ricostruire... sostituendo la militanza del primo con l'assenza (per motivi di salute, si dice) del secondo... e i contratti, le stabilizzazioni, le promesse? Alla malora!
E sì che di condizione frustrante del precariato star trek Nichi, nei comizi di campagna, ne aveva parlato.
E dire che proprio ieri le pazienti del Centro per
Tornatevene alla vostra solitudine!
Mauro Marino
martedì 1 luglio 2008
lunedì 30 giugno 2008
(Manifesto folle_mente poetico)
di Iene Leo
A seguire il mio manifesto poetico (ovvero se debbo scegliere qualcuno o qualcosa cui incatenare le mie intenzioni a vita, scelgo la catena più forte, la più spinosa, la più ingiuriosa, tremenda, spiazzante, ma meravigliosamente pulita. Scelgo la Poesia)
Ipotesi a latere
Se bevessi solo lo zucchero un giorno
e lasciassi scolare lento lento
questo nero di caffè che mordicchia le caviglie,
forse la scoprirei l'importanza dei miei pensieri folli.
Cani storditi dal sole e dall'ombra di agosto, che ti inganna
gli occhi, spillandoli ad uno ad uno sulla calce viva e morta,
della storia disegnata nella periferia del centro.
Un cucchiaino sulle labbra, chè la lingua batte
dove il dente vuole, e nel dentro della pelle
l'uomo del tg che ti detta la regola preposta.
Ormai lo vendono il pane, agli affamati,
o l'acqua agli assettati (per carenza di altruismo, scaduto
sullo scaffale là in alto).
Ma la tramontana ansimante in faccia al litorale stravaccato,
e l'occhio che rotola sulle sponde dei fianchi dell'Amore,
e la fiamma dannata di sfida del debole di vita...
no, non questo è in vendita.
(Uno lo scelse di venire al mondo, libero,
strappandosi scarpe e violini, si dice in giro si mangiarano
la sua fede, buona, con il latte a colazione, per presunzione.)
Ma per ipotesi a latere,
se però catena debba essere, sia la migliore, di scelta ottima, di constatazione amichevole,
di storia reale, amara di sale, concreta di sangue, dolce di sole, imbevuta di vita.
Se catena debba essere, sia Poesia.






